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Caccia: la Provincia ha sottoscritto l'accordo con Rieti, nulla di fatto ancora con Viterbo
La Giunta provinciale di Terni ha approvato l’accordo sulla caccia intervenuto tra le Province umbre e quella di Rieti, che riconferma l’impostazione della scorsa annata venatoria. In particolare esso prevede l’accoglimento di tutte le residenze venatorie e di tutti i secondi ambiti richiesti dai cacciatori ternani e, a partire dal 1° ottobre con il sistema della teleprenotazione, 220 posti giornalieri per la selvaggina migratoria, per un numero massimo di 20 giornate per ogni cacciatore. L’Esecutivo provinciale ha, altresì, preso atto che l’ATC n°3 Ternano-Orvietano ha adottato un atto deliberativo che consente ai cacciatori umbri –con residenza venatoria nelle province laziali- di poter esercitare l’attività venatoria nel territorio dello stesso ATC a partire dal 7 settembre a tutte le specie consentite, purché iscritti allo stesso ATC, o alla sola selvaggina migratoria purché iscritti ad uno degli ATC umbri. “La conferma dell’accordo con Rieti nelle forme indicate –tengono a precisare il Presidente della Provincia di Terni, Andrea Cavicchioli, e l’Assessore alla “Caccia”, Gianni Pelini- è un ulteriore, tangibile segno dell’azione positiva svolta dall’Amministrazione provinciale di Terni, che ha creato le condizioni per una corretta mobilità con le Province limitrofe, che hanno posto in essere analogo, costruttivo atteggiamento nell’interesse dei cacciatori. Tutto ciò mostra ancora di più come le decisioni assunte dalla Provincia di Viterbo siano in controtendenza rispetto ai principi per cui si sta operando in tutto il contesto territoriale interessato, con ripercussioni negative per i cacciatori ternani e viterbesi. L’auspicio è che vi sia un ripensamento da parte della Provincia di Viterbo ed un conseguente accoglimento delle corrette proposte avanzate dalla Provincia di Terni.” In merito alla deroga alla lettera M del calendario venatorio, i due Amministratori sottolineano che “con questo atto si dà un’ulteriore risposta alle esigenze dei cacciatori ternani ed umbri, consentendo a coloro che hanno la residenza venatoria nelle Province laziali di esercitare l’attività anche nella propria regione di residenza anagrafica alle condizioni stabilite dall’ATC”.


4/9/2003 ore 16:45
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