Domenica 12/07/2020
Home     Cronaca    Attualità    Politica    Economia    Comprensorio    Corsa all'anello
Ore 08:33
Ambiente    Sport    Cultura    Turismo    Musica    Costume    Sondaggi    Video     Eventi
Bruschini sul nuovo ospedale di Cammartana: "Che sia una struttura al passo con i tempi e rispetti i bisogni dei cittadini"
Sergio Bruschini, consigliere comunale di Forza Italia, ha tracciato una mappa di azione dettagliata per risolvere le problematiche del territorio narnese riguardanti la Sanità. Un’analisi puntuale e lucida che riguarda principalmente due tipologie di problemi: le problematiche specificatamente sanitarie e quelle di carattere socio-sanitario. Parlando di ospedale e sanità non si può non partire dall’ambizioso progetto dell’ospedale comprensoriale e dagli effetti che esso avrà sull’attuale presidio narnese. “Va attuata un’opera di ristrutturazione e riqualificazione del presidio di Narni, per garantirne l’esistenza e la funzionalità in attesa del nuovo ospedale unico. Vanno effettuati ancora investimenti, soprattutto in quei settori strategici e ad alta professionalità presenti e non possiamo far uscire il suddetto ospedale dai requisiti minimi per l’autorizzazione e l’accreditamento delle strutture sanitarie previste dalla legislazione nazionale e regionale vigente”. Bruschini traccia una serie di requisiti che, secondo lui, dovrà avere la nuova struttura di Cammartana: “Sarà un ospedale capace di integrarsi nella rete costituita da medico di famiglia, centri diagnostici, assistenza socio sanitaria e ospedale ad alta specializzazione. Dovrà essere un’ospedale aperto alle collaborazioni tra medico di famiglia e personale ospedaliero e un ospedale a misura d’uomo, confortevole, con presenza continua di amici e parenti e spazi in grado di favorire la socialità, attraverso lo sviluppo di una parte alberghiera”. Il progetto dell’ospedale comprensoriale dovrà tener conto delle esigenze dei comuni che ne usufruiranno e per adempire a questa esigenza, secondo Bruschini, bisognerà creare un protocollo d’intesa tra tutte le collettività coinvolte. L’analisi di Bruschini si sposta poi sulle problematiche socio-sanitarie. “Esistono larghissimi vuoti assistenziali nel nostro territorio, a partire dall’assistenza domiciliare e sanitaria di base, dall’attività ambulatoriale integrata per arrivare ai problemi relativi alla post-ospedalizzazione, con la carenza di strutture per la lungodegenza”. La rivoluzione assistenziale passerebbe quindi attraverso un decisivo sconvolgimento e ampliamento, delle strutture e degli spazi attualmente a disposizione dei malati, giudicati da Bruschini insufficienti, se non in alcuni casi addirittura inesistenti. Le misure da adottare, Bruschini le elenca così: “Bisognerà fornire un’incentivo alla realizzazione di studi associati di medici di medicina generale in grado di offrire prestazioni 24 ore su 24, andrà formato un gruppo di infermieri professionali e sviluppato un modello di assistenza domiciliare integrata. Andrebbe potenziata l’attività consultoriale e di ostetricia territoriale, e perseguire lo sviluppo di strutture semiresidenziali psichiatriche; fornire il Sert (servizio per i tossicodipendenti) di una sede adeguata ed appropriata, con congrue e specifiche risorse di personale specializzato e favorire la nascita di una struttura residenziale per tossicodipendenti”.

26/11/2003 ore 18:45
Torna su