Martedì 26/05/2020
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Biodigestori: anche Sinistra per Narni dice "no", snocciolando una lunga serie di "effetti collaterali"
La protesta è trasversale. E non guarda in faccia appartenenze politiche di alcun genere. Sulla questione dei due biodigestori, che si vorrebbero realizzare nella zona di Nera Montoto ed a Ponte Caldano, dopo la levata di scudi del candato sindaco Giancarlo Marcotulli, arriva anche quella della lista “Sinistra per Narni” che sostiene la candidatura di Francesco De Rebotti. “Il biodigestore – si legge in un comunicato - è un impianto di trasformazione, attraverso reazioni chimiche biologiche. Queste sono operate da microbi anaerobici metanigeni), di massa organica vegetale, soprattutto sorgo e mais ed animale, soprattutto escrementi liquidi e solidi provenienti da allevamenti, che genera biogas (metano), che a sua volta viene estratto e bruciato in motori a combustione per produrre energia elettrica e calore. L'impianto è grande ed ha bisogno di decine di migliaia di tonnellate l'anno di materiale e di moltissima acqua per funzionare. E' formato da zone per lo stoccaggio/magazziono del materiale in ingresso, da vasche di preparazione del materiale, dal reattore di reazione (che produce il gas), dai motori, dalle vasche di decantazione del materiale ‘digestato’ in uscita dal reattore. Oltre al problema paesaggistico che un impianto del genere comporterebbe, non trascurabile anche se occultato con vegetazione (silos e vasche di decine di metri), oltre al problema dovuto all'aumento di inquinamento acustico per la movimentazione continua dei suddetti materiali all'interno dell'area dell'impianto, oltre all'aumento del traffico di mezzi pesanti per trasportare ciò che entra e ciò che esce, ci sono altri aspetti molto importanti. Uno di questi è di tipo sanitario, dato che i terreni verranno utilizzati per produrre monocolture di scarsa qualità e non ad uso alimentare, come mais ogm, che non hanno particolari limitazioni in pesticidi e fertilizzanti. In poco tempo i terreni (160 ettari sparsi tra Narni e San Gemini), perderanno qualità. Ma – continua la nota di “Sinistra per Narni” - c'è di peggio, tutto il digestato, questo materiale maleodorante in uscita, dovrà essere sparso sugli stessi terreni, anche vicini alle abitazioni che, quindi, oltre ad essere fonte di polveri sottili tossiche grazie a sovradosaggio di fertilizzanti e pesticidi, diventeranno anche fonte di cattivi odori, e verranno quasi sicuramente ‘drogati’ con dosi massicce di liquami azotati. I realizzatori e i gestori di questi impianti assicurano di rispettare tutti i limiti, ma è esperienza comune, di chi vive a fianco di impianti del genere e dei terreni di spandimento dei residui, che si superano di gran lunga le dosi consentite. Non ci si oppone, in linea generale, alle energie rinnovabili, ma all'impianto specifico che non ha senso nelle campagne di Narni e San Gemini”. Secondo Sinistra per Narni “lo stesso allevamento di chianina non giustifica l'impianto, visto che l'allevamento produce appena il 20% del materiale da immettere nel reattore, e invece l'impianto per alimentarsi finirà per occupare e sfruttare 160 ettari di terreni, convertendoli ad uso non alimentare e di scarso pregio (attività eticamente discutibile). Detto in parole povere, se non fosse per gli incentivi statali non avrebbe senso e non arrecherebbe nessun vantaggio a nessuno. Sono solo gli incentivi, tra l'altro pagati in bolletta da ogni cliente allacciato alla rete (insieme alla vendita della corrente), l'unico obiettivo dell'imprenditore. Niente di caritatevole e niente di altruistico, né ecologico, visto l'impatto su vaste zone agricole. Infine, stando a quanto confermato dalla Cia (Confederazione Italia Agricoltori) questi imprenditori delle rinnovabili, elargendo affitti generosi e pagando terreni a cifre spropositate, stanno causando uno squilibrio del mercato dei terreni agricoli, mettendo in difficoltà molte piccole imprese locali”.
(Nella foto uno dei tanti biodigestori installati in Italia)
23/4/2012 ore 0:39
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