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Aumentano a vista d'occhio i prezzi al consumo, Terni tra le città con la percentuale più bassa dei rincari
Ancora aumenti per la spesa familiare. Nel mese di settembre, rileva l'Osservatorio della Lega Consumatori, i prezzi dei principali beni di consumo sul territorio nazionale sono cresciuti mediamente dello 0,98%. Come già avvenuto ad agosto, delle 13 città 'messe sotto esamè nell'indagine nessuna ha visto diminuire i prezzi. A conquistare il 'trofeò di città più cara è Milano (+4,2%). Al secondo e terzo posto si collocano rispettivamente Viterbo con +1,8% e Roma con +1,6%. Seguono Padova (+1,3%), Fermo (+0,98%), Trieste (+0,92%), Bologna (+0,4%), Pistoia (+0,3%), Terni (+0,29%), Cosenza (+0,27%), Palermo (+0,22%), Lecce (+0,2%) e Brindisi (+ 0,1%). Ad aumentare, rileva Lega Consumatori in una nota, sono soprattutto i generi alimentari di più largo consumo come i pomodori, la fettina di bovino adulto ed i petti di pollo, il prosciutto crudo e cotto, ma anche il parmigiano reggiano, l'olio extravergine di oliva, l'acqua minerale, il riso classico ed il burro. Aumenti del tutto inaspettati anche per prodotti non certo di lusso quali ad esempio la camomilla. Dopo la pausa registrata a giugno, osserva il presidente Nazionale della Lega Consumatori, Pietro Praderi, «la tendenza agli aumenti è ripresa nel mese di luglio, è esplosa nel mese di agosto ed è fortemente aumentata anche in settembre». Secondo Praderi, «in realtà manca un'effettiva concorrenza tra gli operatori della distribuzione, anche a causa della mancata attuazione della riforma del commercio». Occorre dunque, spiega Praderi, «un intervento mirato ed efficace delle istituzioni a tutti i livelli, ed una sensibilizzazione dell'opinione pubblica rispetto ad un consumo critico e responsabile». Sono tredici le città italiane coinvolte nell'indagine dell' Osservatorio Prezzi: Bologna, Brindisi, Cosenza, Fermo, Lecce, Milano, Padova, Palermo, Pistoia, Roma, Terni, Trieste e Viterbo. In particolare, l'indagine si concentra sugli acquisti effettuati dalle famiglie di consumatori nell'ambito della media e della grande distribuzione, basandosi su un «paniere» composto da 109 prodotti largamente rappresentativi dei consumi abituali nelle famiglie italiane.
15/10/2003 ore 2:30
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