Lunedì 27/06/2022
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Elezioni comunali: la lista che appoggia la candidatura a sindaco di Maurizio Bufi affronta il tema della sanità
Riceviamo dalla lista 'Bufi Sindaco' e pubblichiamo. "Troppo a lungo e con effetti deleteri molte delle forze politiche presenti nel territorio narnese hanno promesso con leggerezza di poter garantire il futuro della sanità locale, sempre evocando la prossima edificazione di un ospedale comprensoriale, quello di Narni-Amelia, presso il sito di Cammartana. Nella primavera del 2021, è stato presentato un progetto esecutivo relativo allo stesso in occasione di un evento pubblico nella sede dell’Usl Umbria 2. Ciononostante - cotninua la nota -, la sua attuazione sembra procedere più che a rilento, anche in ragione di contenziosi amministrativi relativi all’iter di espropriazione dei terreni interessati dall’opera, ciò a dispetto delle roboanti affermazioni dell’Assessore regionale Coletto, che, tramite comunicazioni istituzionali, persegue la retorica che vuole illudere circa la futura coesistenza di ben due nuove strutture sanitarie, giustappunto quella di Narni-Amelia e quella che, nei piani della giunta umbra, dovrebbe sostituire a Terni il Santa Maria. Noi abbiamo il coraggio di sottrarci alla passiva approvazione trasversale nei confronti di tali piani. Denunciamo con forza la logica delle strutture nosocomiche promesse in base a puri calcoli elettorali, ipotizzate indipendentemente da qualsiasi analisi costi-benefici come cattedrali nel deserto, così da essere destinate inevitabilmente a un graduale depotenziamento e anche fino alla chiusura, a causa della propria non sostenibilità e inattuabilità legate all’assenza di un bacino di utenza sufficientemente vasto, che funga da attrazione dei fondi essenziali per il suddetto progetto. Realtà spiacevole ma innegabile, la dolcezza di promesse che creano gradimento nell’immediato non può che mutare nell’amarezza delle conseguenze determinate dal mancato raccordo con la realtà. Non ci sfugge che la sanità ospedaliera esula dalle competenze assegnate dalle normative agli enti comunali, eppure, poiché è noto che un Sindaco è il primo campione del patrocinio degli interessi e delle istanze della propria comunità in ogni sede istituzionale maggiore, essa considera fondamentale l’illustrazione di quale sia il tipo di medicina nosocomica e territoriale per cui si batterebbe in regione un Primo Cittadino di sua espressione. A differenza di altri, ritieniamo i cittadini elettori capaci di apprezzare chi si rivolga loro con l’onestà intellettuale quale unica chiave di analisi da proporre. Pertanto, essa invita a valutare con favore la proposta di un unico grande hub ospedaliero, pensato innanzi tutto per servire l’area vasta di Terni-Narni-Amelia, ma di dimensioni tali da renderlo punto di riferimento oltre i confini provinciali. Una struttura di eccellenza capace di erogare servizi di massima qualità, sia di carattere diagnostico che di trattamento e terapia, in ogni specializzazione medica e per volumi di utenza importanti così da scongiurare il ripetersi delle numerose “crisi dei posti letto” cui di recente si è spesso assistito. Esso renderebbe possibile la concentrazione e dunque l’ottimizzazione delle risorse finanziarie a disposizione. Inoltre - prosegue il comunicato -, per quanto concerne la collocazione geografica, non sarebbe necessariamente individuato nel capoluogo, bensì potrebbe trovare il sito più adatto, fra i vari potenzialmente oggetto di proposte, anche presso le aree di congiunzione fra i confini amministrativi di Terni e quelli di Narni, quindi all’interno di quest’ultimo Comune, in un’area pianeggiante e ben servita in termini di collegamenti stradali. L’attività di tale struttura, nel progetto della nostra lista, sarebbe facilitata dalla sinergia con quelle che sono note come “case della salute”, ben diverse dagli ospedali in miniatura dalla breve prospettiva cui si è fatto cenno in principio. Siffatte strutture sono pensate come realtà dedicate all’erogazione di servizi sanitari di “pronto intervento” e di minore complessità, quali medicazioni o interventi a basso rischio; allo svolgimento degli esami e delle analisi di routine, alla prevenzione, alla riabilitazione e alla degenza, secondo un principio di massimo raccordo e coordinamento con i medici di famiglia. Presenti in almeno un’unità per ciascuno dei maggiori Comuni dell’area vasta, le case della salute non solo alleggerirebbero l’hub principale già descritto delle attività di carattere quotidiano, così da consentire il rispetto degli standard qualitativi delle sue core specialties, ma anche avvicinerebbero il cittadino ad una medicina territoriale davvero di prossimità, veramente capace di seguirlo in un percorso di cura e mantenimento della salute attraverso regolari attività di check-up e prevenzione che dovrebbero essere scontate in un Sistema Sanitario efficiente. Fondamentale sarà, in questo disegno di medicina territoriale capillare (già dimostratasi sotto pandemia come il modello più efficace e meno costoso), lo sviluppo di un’assistenza sanitaria domiciliare di tutti i cittadini con età superiore ai 65 anni, con patologie gravi o con condizioni invalidanti, nonché un potenziamento o, per meglio dire, un’introduzione ex novo del sistema d’avanguardia della tele-medicina/ tele-refertazione. Questa operazione - conclude il comunicato a firma 'lista Bufi Sindaco' - non soltanto rappresenta un miglioramento della presenza sanitaria sul territorio, ma costituisce a tutti gli effetti uno straordinario passo in avanti dal punto di vista morale della tutela del diritto alla salute di tutte le persone, con particolare riguardo nei confronti di chi ha maggiore bisogno ma minore possibilità".
31/5/2022 ore 13:10
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