Martedì 23/07/2019
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Viaggio nei quartieri narnesi: a Testaccio i cittadini si lamentano di tutto: "Il comune ci ha abbandonato!"
Un quartiere difficile. Nato e cresciuto in fretta. Troppo in fretta. E' il quartiere Testaccio di Narni, un migliaio di persone, che vivono dentro i grandi palazzoni grigi della parte "nuova" e nelle case che stanno lì da almeno un secolo. A dividere il quartiere nuovo dal vecchio è la statale Flaminia che traccia una sorta di linea di demarcazione tra le due realtà urbane: sul lato destro, andando verso Roma, ci sono le case e le palazzine degli abitanti "storici", su quello sinistro gli enormi caseggiati popolari costruiti agli inizi degli anni ottanta. Un grande blocco di cemento, brutto a vedersi nonostante sia stato costruito all'interno di una piccola vallata circondata dal verde. C'è un bar, con annesso circolo Arci, una Chiesa che il prete è costretto a frequentare da "pendolare" non essendoci la canonica, un supermarket. Ci sono anche un paio di campetti dove tanti anni fa ci svolgeva la propria attività agonistica la squadra femminile di pallamano che militava in categorie interregionali. Oggi su quegli spazi giocano e si divertono i tanti bambini e ragazzi che vivono nel quartiere, oppure vengono utilizzati in occasioni di sagre e feste popolari. Un quartiere difficile dicevamo, dove i problemi non mancano. L'aggregazione giovanile è resa difficile dalla mancanza di infrastrutture: il solo bar del circolo Arci non basta a coprire le esigenze dei ragazzi più grandi e poi quel bar è frequentato maggiormente da adulti e da persone anziane, difficile se non impossibile, dunque, l'integrazione. Ma le problematiche riguardano anche le persone meno giovani: "Il bar non è accessibile a tutti-spega sconsolato Antonino Giamminonni presidente del Circolo Arci di Testaccio-c'è un nostro amico che vive sulla sedia a rotelle il quale è impossibilitato a venirci a trovare per farsi una partita a tresette, in quanto esistono delle barriere architettoniche che gli impediscono di passare con la sua carrozzina". E di persone con handicap a Testaccio se ne conta più di una. Ci sono anche piccoli problemi di viabilità: "Vede quella strada-indica un altro pensionato-sono anni che chiediamo al comune di asfaltarla, ma non c'è verso". La strada, bianca, è quella che collega le due estremità del quartiere di Testaccio nuovo, "spezzando" in due quella sorta di anello che costituisce la forma del quartiere stesso. Asfaltarla significherebbe per i residenti poterla attraversare più agevolmente a piedi e quindi eliminare gli attuali disagi costituiti dalla presenza di buche e di pozzanghere nei giorni di pioggia.
Gli anziani di Testaccio hanno voglia di parlare e di denunciare quello che secondo loro non funziona. "Guardi quei pini-fa Umbro Secondi uno dei residenti-le loro chiome si sono talmente infoltite che in molti casi i rami entrano dentro alle finestre delle case, ma nessuno viene a tagliarli. Mica possiamo farlo noi!". E poi c'è il problema della discarica a cielo aperto che viene alimentata di continuo da gente senza scrupoli. Rifiuti di ogni genere vengono buttati nei pressi del contenitore messo lì per i materiali ferrosi, e rimangono a giacere talvolta per intere settimane. Ma anche intorno ai cassonetti le cose non funzionano meglio. "Tempo fa-racconta un cittadino-qualcuno aveva abbandonato dei mucchi enormi di cartone vicino ai cassonetti. Abbiamo telefonato cinque volte in un solo giorno al comune per segnalare questa cosa ma quello schifo è rimasto lì per numerosi giorni".
A sentire gli abitanti di Testaccio, il comune ad ogni richiesta rassicura, per mezzo di impiegati o funzionari, che provvederà entro breve tempo a risolvere il problema, per poi infischiarsene. E questo non va bene ai cittadini:"Paghiamo anche noi le tasse ed abbiamo diritto ad un trattamento da cristiani!" A proposito di "cristiani", la chiesa, almeno quella, pare funzionare. Il prete, Don Tiziano, si fa vedere spesso nel quartiere, sebbene abiti a Terni, nei locali della Curia. "Sa, qui non c'è la canonica-spiega un'anziana signora che si da da fare per aiutare in Chiesa-e quindi Don Tiziano non può stare più di tanto". Le messe vengono dette tre volte alla settimana: il mercoledi, il sabato e la domenica. C'è una discreta attività che coinvolge con il catechismo i bambini in attesa di fare la prima Comunione e la Cresima. Esiste un Consiglio Pastorale ed insomma anche gli adulti frequentano abbastanza la chiesa del quartiere.
"Quelle che mancano sono delle iniziative che rendano più vivo e vivibile questo posto-si lamenta una giovane mamma-i nostri figli quando escono finiscono nell'unico luogo di "svago" che Testaccio offre: il bar ed i campetti sportivi. Mi spiega quale tipo di formazione, esterno alla scuola ed alla famiglia, questi bambini riescono ad avere? Ci si lamenta poi che qualcuno di loro ogni tanto ecceda commettendo atti di vandalismo?" Il comune, insomma, viene nuovamente chiamato in causa. Visto il consistente numero di residenti e quindi la forte presenza di giovanissimi, sarebbe opportuno che l'assessorato alle politiche giovanili e quello ai servizi sociali prendessero in seria considerazione l'idea di occuparsi di questi problemi. I ragazzi più grandi, quelli che hanno più di 16/17 anni non hanno problemi: con i loro scooter o con la macchina "emigrano" ogni giorno a Narni o a Terni, ma per chi deve rimanere a Testaccio la vita non è per niente allegra.
12/3/2004 ore 3:28
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