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Verso le elezioni: Rifondazione Comunista risponde per lettera a Bigaroni ma non cambia idea sullo strappo
Il dialogo corre sui fogli di carta. Prima quelli dei giornali, ora quelli delle lettere. Uno scambio epistolare che sembra ammorbidire i toni di una discussione che fino ad oggi è stata piuttosto accesa, ma che tuttavia non pare destinato a far terminare questa stucchevole telenovela con il più classico dei "e vissero felici e contenti". La spaccatura tra Rifondazione Comunista e la coalizione che sostiene la candidatura a sindaco di Bigaroni sembra dunque insanabile, nonostante gli ultimi riavvicinamenti. Bigaroni aveva rotto il silenzio scrivendo di proprio pugno una lettera ad Alberto Sabatini (segretario provinciale del Prci) e questi gli ha risposto, ma più per educazione che per altro. "Accogliamo con piacere la sua risposta alle nostre sollecitazioni – si legge nella lettera -. A noi non interessa in nessun Comune, la oziosa contrapposizione su chi comanda tra i partiti e i sindaci. In una democrazia, quando i partiti, pur con tutti i loro limiti, e la partecipazione attiva dei cittadini, sono utilizzabili solo nel mese di campagna elettorale, per prendere voti e potere, la stessa democrazia muore, il programma può degenerare in affari e i cittadini perdono. Lei sa benissimo – continua la lettera indirizzata al sindaco di Narni - che non avevamo e non abbiamo nessuna preclusione alla sua ricandidatura. Lo sa da quando insieme, partecipavamo alle affollate assemblee contro l'ipotesi della centrale nel nostro territorio. Noi chiediamo che la coalizione dell'Unione, nella pari dignità di tutte le forze che la determinano, discuta insieme al sindaco candidato, di programma (politica della casa, servizi, qualità dell'ambiente e dello sviluppo), per dare prospettive e ruolo a Narni nel contesto generale. Per noi il sindaco è colui che trae la sintesi virtuosa, in grado di sconfiggere i nostri comuni avversari della destra, che come lei sa hanno un padrone. Nel rinnovare a lei e la coalizione la nostra immediata disponibilità al confronto, riponiamo la domanda: chi lavora contro l'Unione?".

6/3/2007 ore 4:55
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