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Sanità: la Regione si impegna a potenziare il servizio di riabilitazione negli ospedali umbri
“L’Umbria s’impegna a colmare la carenza di servizi di riabilitazione, che fino ad oggi ha contraddistinto il nostro Servizio Sanitario Regionale, attraverso l’attivazione di poli assistenziali dedicati (Passignano, Umbertide, Narni e Trevi), la riconversione di alcuni reparti di medicina negli ospedali di territorio e il potenziamento della rete territoriale, peraltro già oggi di dimensioni consistenti”. Lo ha detto l’assessore regionale alla sanità, Maurizio Rosi, intervenendo al seminario sul tema “Lo sviluppo della funzione riabilitativa nel triennio 2003-2005”, che si è svolto a Todi. “Tutto ciò – ha precisato l’assessore - deve avvenire con grande attenzione al problema della sostenibilità finanziaria, condizione essenziale per l’autonomia del Servizio Sanitario Regionale”. Carlo Romagnoli, del Servizio programmazione sanitaria della Regione Umbria, ha sottolineato l’importanza che le nuove strutture si sviluppino all’interno di un quadro programmatico definito e concordato con i territori e tutto il personale sanitario, trattandosi appunto di creare le nuove strutture, principalmente tramite una oculata utilizzazione di servizi preesistenti ma non più adatti alle mutate condizioni. “Abbiamo l’occasione – ha concluso Romagnoli – di attivare la funzione riabilitativa puntando a garantire ai nostri cittadini servizi veramente efficaci”. Nel corso del seminario sono state presentate le linee guida per l’intervento riabilitativo domiciliare, un punto questo molto sentito dai pazienti e dalle famiglie: in questo caso non viene previsto un servizio esteso – ha detto Bruno Lepri, fisiatra convenzionato - ma riservato a pochi casi specifici e per tempi limitati. Sono stati anche approfonditi i criteri di riconversione di parte dei posti letto degli ospedali di territorio, che attualmente si occupano di materie mediche e chirurgiche, in riabilitazione estensiva o residenze sanitarie assistenziali (RSA) a degenza breve. Nel primo caso, come ha sottolineato Massimo De Marchi, fisiatra della Asl 4, i pazienti che hanno bisogno di una riabilitazione non particolarmente intensiva ma con diversi problemi di salute, potranno prolungare la loro permanenza in ospedale per essere riabilitati e assistiti nel miglior modo. Nel caso delle RSA le persone con problemi gravi di salute che sarebbe difficoltoso assistere a domicilio potranno rimanere in ospedale assistiti da infermieri e medico di medicina generale. Le malattie cardiologiche (infarti, trapianti etc.) e respiratorie (broncopneumopatie croniche, etc.) – è stato sottolineato - sono molto frequenti e spesso lasciano delle conseguenze disabilitanti che limitano le attività della vita quotidiana delle persone e quindi richiedono un intervento riabilitativo specifico.
18/11/2003 ore 17:50
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