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Nel consiglio comunale dedicato alla megacentrale, la minoranza ha disertato la discussione e dunque è mancato il confronto
Doveva essere una seduta fiume dedicata alla megacentrale, invece è bastata una mezzora per liquidare l’argomento. Tanto rumore per nulla, insomma; se poi ci mettiamo che a richiedere la convocazione di un consiglio comunale specifico sulla centrale erano stati i rappresentanti della minoranza e che questi ultimi erano usciti dall’aula abbandonando i lavori mentre si stava discutendo di altre questioni, si ha l’idea del “flop” che ne è venuto fuori. La seduta dell’altra sera, alla quale per l'opposizione ha partecipato solo la consigliera Lanari (An), è dunque servita solamente per fare una sorta di relazione sulla situazione venutasi a creare dopo le roventi polemiche seguite alla presa di posizione del sindaco Bigaroni il quale aveva ribadito in modo categorico il proprio “no” alla costruzione di una centrale di grandi dimensioni nel territorio comunale. Insomma niente di nuovo, ma solo cose già sentite e posizioni già note. D’altronde non è mai stata una novità che la stragrande maggioranza del consiglio comunale sia, riguardo la centrale, dalla parte del sindaco, nè che negli ambienti politici narnesi si contino sulle dita di una mano coloro che auspicano la costruzione di una struttura capace di erogare 800 megawatt. Ed è sulla potenza che si discute, perché fino a 250 megawatt pare di trovare tutti d’accordo, mentre i problemi cominciano a sorgere quando si parla di 400 megawatt.Alessandro Amici (Ds) ha le idee chiare: “Smettiamola di dire che Narni vuole affossare le acciaierie perché non vuole la centrale. Il futuro dell’Ast non dipende certamente dalla realizzazione o meno di una megacentrale, piuttosto dagli interessi delle multinazionali. Io dico che è ora che la politica si riappropri del proprio ruolo e che si lavori per dare un futuro al nostro territorio salvaguardando l’ambiente che, soprattutto nella zona di Nera Montoro, è stato martoriato per più di un secolo con una politica di industrializzazione che ha portato benessere ma ha anche distrutto l’ambiente”.
26/3/2005 ore 4:55
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