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Narni: sulla cittadinanza onoraria a mons. Paglia, dicono "No" anche Daniele e Marcotulli
Dopo Federico Novelli (capogruppo dei Socialisti), anche Gianni Daniele (Tutto per Narni) e Giancarlo Marcotulli (Lista civica Marcotulli sindaco), si oppongono alla proposta della giunta di conferire la cittadinanza onoraria a monsignor Vincenzo Paglia. La cerimonia è prevista per oggi pomeriggio, nel corso del Consiglio Comunale durante il quale l'ormai ex vescovo di Narni, Amelia e Terni, sarà presente presso l'aula consigliare. Daniele e Marcotulli spiegano così il loro parere contrario. "Avanziamo forti riserve - rispetto alla proposta di conferire la cittaidnanza onoraria a monsigno Paglia, sia sotto il profilo della legittimità, che nel merito. Questa onorificenza viene conferita a personaggi non residenti che si sono particolarmente distinti in vari campi, divenendo esempio di riferimento per la comunità narnese. L'atto di concessione è deliberato dal Consiglio Comunale secondo quanto previsto dallo statuto e da uno specifico regolamento, che detta i criteri e le procedure da seguire. Lo statuto del Comune di Narni non prevede tale conferimento e pertanto non esiste il relativo regolamento. Un Comune senza regole - sottolinenano Gianni Daniele e Giancarlo Marcotulli -, che approva documenti a colpi di maggioranza, rischia di cadere nella prevaricazione, ecco perchè non essendoci fonti normative, prima di procedere, era indispensabile ottenere il consenso di tutti i gruppi consiliari. Pertanto, pur riconoscendo la visibilita nazionale e la grande cultura evangelica di Monsignor Paglia, non ci riteniamo daccordo con questa proposta sia perche la riteniamo non in linea con la storia di Narni repubblicana, sia perche, a nostro parere, la cittadinanza onoraria va data a persone che si sono distinte per il benessere del territorio di riferimento, e su questo punto, con tutta la benevolenza e la deferenza dovuta e per la persona e per il ruolo che rappresenta, non ci sembra di trovare giustificazioni al proponimento del Sindaco. Se poi - concludono Daniele e Marcotulli - tale operazione non è altro che un tentativo da parte del gruppo che ha governato la citta in questi ultimi dieci anni, di lusingare e non farsi dimenticare da una potente personalità, neanche questa ultima ipotesi ci trova consensienti".
21/9/2012 ore 0:15
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