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Narni: se "Le Grazie" non verrà messo in sicurezza si rischia la chiusura della Flaminia
Se dal muro di cinta e dal tetto dell’ex colonia de “Le Grazie” di Narni continueranno a cadere pietre e calcinacci il Comune potrebbe anche attivare le pratiche per arrivare alla chiusura parziale o totale della Flaminia. Dal dipartimento dei Lavori Pubblici non hanno dubbi: “quell’immobile, pur non essendo di nostra proprietà – dicono -, va monitorato costantemente e essendoci arrivata notizia che nei giorni scorsi si sarebbero verificate cadute di pietre dal tetto è necessario fare un’attenta verifica della struttura per poi prendere le decisioni conseguenti”. Il fatto che cadano calcinacci, misti a pezzi di tegola e pietre, dall’ex colonia, non è per niente una novità. Fenomeni di questo tipo si erano già verificati in passato, tanto che qualche anno fa si arrivò alla chiusura parziale della Flaminia che costeggia per un centinaio di metri l’imponente struttura. Il problema si ripresenta in questi giorni e va affrontato con determinazione da parte del comune di Narni sul cui capo pendono le responsabilità relative alla sicurezza ed alla incolumità pubblica. Fare dei controlli generali alla struttura non è tuttavia un lavoro facile. L’immobile è grandissimo ed è formato da una enorme parete, caratterizzata da ampi terrazzi, che si affaccia sulla statale. Sulla parete stessa ci sono un centinaio di grosse finestre, che a causa del degrado hanno perso da un pezzo i vetri e addirittura parti degli infissi. E con l’arrivo della brutta stagione, bastano pioggia e vento a complicare la situazione ed a creare rischi. D’altro canto ad oggi non sembrano esserci novità di alcun tipo riguardo alla possibilità che l’ex colonia (di proprietà del Comune di Roma), possa essere ristrutturata. Meno che meno che l’immobile passi di mano, perché ammesso che il Campidoglio decida di cedere a Narni la struttura, poi ci vorrebbero diversi milioni di euro per bonificare tutta l’area che circonda il palazzo e trasformare lo stesso in qualcosa che somigli ad una struttura ricettiva. Soldi che di questi tempi nessuno ha.
10/9/2012 ore 7:53
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