Giovedì 19/10/2017
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Narni: Novelli e Ricci (Psi) chiedono al sindaco di impegnarsi per il restauro di Villa Faustini
I consiglieri socialisti Novelli e Ricci intervengono su Villa Faustini, il vecchio stabile che si trova in località Pescecotto, lungo la Marattana. "Lo scorso 8 settembre - scrivono i due -, con ordinanza del sindaco Villa Faustini è stata dichiarata totalmente inagibile. I tecnici comunali hanno constatato che l’edificio versa in stato di abbandono, in gravi condizioni di precarietà statica. La copertura risulta in parte crollata. Al momento del sopralluogo risulta transennato perimetralmente. L’immobile risultava inagibile prima della crisi sismica. Quel casale, oggi in pessime condizioni a causa del tempo e dell’incuria, oltre che del terremoto, è un pezzo di storia della nostra città, del contributo e del sacrificio umano apportato al Risorgimento ed all’Unità d’Italia. Già nella passata Consiliatura avevamo posto il tema del suo recupero, del suo restauro e della sua destinazione a museo del risorgimento. Il prossimo 3 novembre ricorrerà il 150° anniversario della battaglia di Mentana. Roma o morte! Garibaldi aveva un chiodo fisso: la liberazione di Roma. Ci provò, o almeno ci pensò, già nel 1861 durante la sua spedizione nel Regno delle Due Sicilie. In quella occasione Cavour inviò direttamente il re per fermarlo a Teano, seguì l’esilio a Caprera. Così nel 1864, il Regno d’Italia stipulava un accordo con la Francia in cui si impegnava a difendere da attacchi esterni ciò che rimaneva dello Stato Pontificio. Tuttavia Garibaldi non abbandonò mai l’idea di Roma capitale d’Italia. Dopo la liberazione di Venezia il problema romano tornò d’urgenza e di attualità cosicché nei primi mesi del 1867 Garibaldi iniziò a catalizzare tutte le forze patriottiche per la liberazione della 'città eterna'. Il piano prevedeva un’insurrezione a Roma e nel Lazio, appoggiata da una spedizione di volontari che avrebbero dovuto varcare i confini dello Stato Pontificio e confluire su Roma, in aiuto dei patrioti locali. La battaglia di Mentana fu l’ultimo tentativo dei garibaldini di liberare Roma. Una pagina eroica del nostro Risorgimento. La spedizione di circa 10.000 volontari, accompagnata da una sollevazione interna, sembrava destinata a ricongiungere i destini di Roma a quelli dell’Italia. Tuttavia Napoleone III riuscì a sedare le rivolte interne e il 3 novembre l’esercito pontificio guidato da Hermann Kanzler, si incamminò lungo la via Nomentana. Raggiunsero i garibaldini nei pressi di Mentana e qui avvenne la battaglia decisiva. Nel pomeriggio di quel giorno, quando Garibaldi stava per avere la meglio sui papalini, arrivarono le truppe Francesi che cambiarono le sorti dello scontro. Le truppe franco-pontificie ebbero la meglio. E costrinsero i garibaldini alla ritirata, dopo aver lasciato sul campo 150 morti e 240 feriti. Rientrato in territorio Italiano Garibaldi fu arrestato a Figline Valdarno e rimandato a Caprera. A Mentana il Generale fu abbandonato un po’ da tutti, dal re e dal governo ma anche da Mazzini e dalla sinistra repubblicana che temeva la consegna di Roma alla monarchia. Quell’evento tragico e al tempo stesso grandioso è intimamente legato a questo territorio. L’eroe dei due mondi sin dai primi mesi del 1967 utilizzò Terni come base delle operazioni militari e campo di alleanze politiche per la preparazione dell’evento. Proprio a Narni, a Villa Faustini, ricordiamo, si consumò uno degli eventi preparatori di maggior rilievo. Pietro Faustini raccolse in pochi giorni 105 volontari e li radunò nella sua casa di campagna in località Pescecotto da dove il 18 giugno partirono alla volta del confine pontificio ma vennero sorpresi e dispersi dai carabinieri, incarcerati (Faustini presso la Rocca di Narni) e processati. Tra le funzioni dell'amministrazione e della politica, troppo spesso viene dimenticata quella di recupero della memoria storica, da condurre anche attraverso la riscoperta, il restauro e la valorizzazione di luoghi, dei monumenti e delle personalità che hanno contribuito alla vita ed allo sviluppo della loro comunità. Tutto ciò premesso - concludono Novelli e Ricci (Psi) - si chiede al Sindaco ed alla Giunta di sollecitare le istituzioni preposte al restauro del monumento ed alla sua destinazione a museo del risorgimento".
8/10/2017 ore 1:45
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