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Narni: la città si prepara a rendere onore a Alvinio Misciano, tenore di grande fama "snobbato" per decenni dai narnesi
Una targa di marmo per ricordarle Alvinio Misciano, tenore narnese apprezzatissimo nel mondo della lirica, ma ingiustamente sconosciuto in città. Il tenore verrà "celebrato" sabato 17 agosto al Teatro Comunale. Un’iniziativa presa da un’associazione che sta a metà tra il culturale ed il goliardico, la "Repubblica di Narni", che ha fatto voto di esaltare, ogni anno, un narnese celebre. Lui, Misciano, ha calcato nella sua vita i palcoscenici dei teatri di mezzo mondo ma, nel rispetto della regola "Nemo profeta in Patria", non si è mai esibito nella sua Narni. E forse anche per questo, quando fu il momento di intitolare quel teatro a qualcuno, nemmeno venne preso in considerazione. Da giovane Misciano non aveva avuto modo di fare nulla; d'altrenode era nato nel 1915, dunque tra servizio militare e guerra, era stato suo malgrado impegnato in cose drammatiche. Ma che Misciano avesse una bella voce l’aveva capito anche il suo attendente, che prestava servizio con lui. Ecco la storia raccontata in un’intervista da Cino Tortorella, l’ex mago Zurlì, che era il suo genero: "Lui aveva circa 25 anni e, praticamente, non aveva mai fatto niente. Si ritrovò all'improvviso nel bel mezzo della guerra e, per di più, col grado di tenente. Il suo aiutante era il baritono Paolo Silveri e, alla mattina, ascoltava incantato l'ufficiale che canticchiava facendosi la barba. Un giorno gli disse: 'Tenente lei è un tenore straordinario'. Mio suocero lì per lì pensò che quel ragazzo volesse guadagnarsi benemerenza, ma si sbagliava. "Il baritono continuò a elogiare la sua voce finché un giorno insistette più del solito: 'Tenente, la prego, mi canti una canzone tutta intera'. Mio suocero si lasciò pregare un pò ma, alla fine, cedette e Silveri non dimenticò mai più la sua voce. Quando la guerra finì si rifece vivo e lo convinse a partecipare a un concorso. Cantò 'E lucean le stelle' dalla Tosca e i commissari chiesero il bis. Era il 1947". Gli si aprirono sentieri di successo, che Misciano cavalcò con grande qualità: oltre che le opere si impegnò con successo, con Giorgio Strehler, Nino Rota, Eduardo De Filippo, tutto sino al 1977 quando abbandonò improvvisamente. Ma Misciano era anche un bell’uomo e le laison con celebri interpreti riempivano i rotocalchi dell’epoca. Morì banalmente cadendo da una finestra di casa nel 1997. Ricordava, ricambiato, che era stato maestro di canto di molti cantanti tra cui Luciano Pavarotti. Ora, grazie alla "Repubblica di Narni", la città (finalmente) sio ricorda di lui. La spinta è venuta da Marco Piantoni, che nell’associazione finge da responsabile. E' stata così approfondiota la storia di questo grande tenore, banalmente dimenticato dai suoi concittadini. Alla cerimonia parteciperà anche la sua unica figlia, Chiara, la moglie del Mago Zurlì, che è anche autrice di programmi televisivi e radiofonici.
17/8/2013 ore 5:10
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