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Narni: il parroco mette "in affitto" le chiese cittadine e chiede soldi all'Ente Corsa e alle associazioni
Il prete "bussa" a denari. E chiede l'affitto per concedere il Duomo e le altre chiese del centro storico ai narnesi. Ma non ai "fedeli", quelli che vanno a messa la domenica e nelle altre feste comandate, bensì alle associazioni che durante l'anno utilizzano la cattedrale per iniziative che esulano dall'ambito religioso. In tempi di crisi succede anche questo e l'iniziativa di don Angelo D'Andrea, parroco della Cattedrale di Giovenale e Cassio di Narni, non deve far gridare allo scandalo. Anche se la mail inviata dal prete all'assessore alla Cultura, all'Ente Corsa all'Anello e alla responsabile dell'Ufficio Cultura del Comune, un pò di rumore lo sta facendo. "Con la presente - scrive don Angelo D'Andrea - vi informo che, a partire dale mese di settembre, per realizzare i concerti e le iniziative culturali all’interno delle Chiese del centro storico di Narni, di proprietà dell’Ente Parrocchia San Giovenale e Cassio, verrà richiesta una quota di ‘solidarietà’, indicata di volta in volta agli organizzatori degli eventi, che sarà così destinata: il 50% per sostenere le adozioni di famiglie in difficoltà del territorio e il 50% per la manutenzione delle Chiese". La decisione di far pagare una sorta di "affitto" alle associazioni per poter organizzare in Duomo on in altre chiese di Narni tutte quelle manifestazioni che vi hanno luogo da decenni, ha provocato non poche reazioni tra gli interessati. Francesco Cabiati, responsabile delle pubbliche relazioni dell'Ente Corsa, definisce questa trovata "una situazione difficile da comprendere" ed al tempo stesso "molto imbarazzante". "Fermo restando - aggiunge Cabiati - che se il parroco aveva in animo di fare della beneficenza, avrebbe fatto prima a chiamarci tutti e ad indicarci le famiglie in difficoltà, di modo tale che avessimo noi associazioni potuto prendere iniziative dirette a sostegno di questi nostri concittadini, quello che mi mette in maggiore difficoltà è il capire quali saranno, da settembre in poi, le manifestazioni 'a pagamento' e quali no. Ad esempio - si chiede Cabiati - le varie cerimonie della Corsa all'anello (offerta dei ceri, investtiura dei cavalieri, messa di san Giovenale) come debbono essere inquadrate? A ben vedere, pur essendo questi eventi a matrice religiosa, alla fine potrebbero essere considerati dal parroco degli 'sconfinamenti' per i quali si debba pagare l'affitto. Sarà forse il caso di incontrarsi di persona e capire cosa sta succedendo". A proposito del 50% degli introiti, che nelle intenzioni di don Angelo D'Andrea la sua parrocchia intenderebbe utilizzare per la manutenzione delle chiese, Cabiati ricorda che "alcuni anni fa, quando ero priore di Santa Maria ed erano in corso i lavori di ristrutturazione della chiesa della Madonna Impensole, tirammo fuori diversi milioni per partecipare alle spese. Questo a conferma che quando ci sono delle emergenze nè la città, nè tantomeno le associazioni si sono mai tirate indietro ed hanno puntualmente risposto all'appello".
28/8/2012 ore 3:18
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