Martedì 23/07/2019
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Narni: il Comune "sfratta" il forno di Santa Maria, terziere in difficoltà in vista dell'approssimarsi della festa, Matticari: "urge una soluzione"
A meno di due mesi dall'inizio della corsa all'anello scoppia la grana del forno di Santa Maria. Che ha messo in allarme un po' tutto l'apparato della festa. E' successo che i dirigenti dell'Urbanistica hanno informato il Priore che quest'anno il terziere Santa Maria non avrebbe potuto utilizzare gli spazi adiacenti l'ingresso dei giardini di San Bernardo per allestire il forno, perché quell'area sarà interessata da un cantiere di lavori che verrà aperto tra pochissimo tempo. A Marco Matticari, priore di Santa Maria, è crollato il mondo addosso: "per i nostri bilanci – spiega – le entrate che vengono dal forno sono determinanti. Mettere a repentaglio la certezza di una parte importante degli incassi a poche settimane dall'inizio della festa equivale a farci rischiare il tracollo economico". In Comune, però, spiegano che non si poteva fare altrimenti: "Dobbiamo avviare dei lavori importanti riguardanti l'installazione di un ascensore e di un vano scale che collegherà la parte sottostante della ex chiesa di San Domenico con i piani superiori – ha detto l'architetto Antonio Zitti dirigente dell'Urbanistica -. C'è in ballo un finanziamento comunitario di 600.000 euro che se si dovessero rimandare i lavori rischieremmo di perdere. Abbiamo già spiegato, in ogni caso, ai responsabili del terziere che faremo l'impossibile per aiutarli a trovare una soluzione alternativa per allestire altrove il forno. Il Comune non si potrà mai permettere di danneggiare la corsa all'anello; questo è stato un disguido che purtroppo non poteva essere evitato". Le parti si incontreranno domani mattina per fare il punto della situazione, intanto però nel terziere arancioviola c'è aria di preoccupazione. "Ho fatto una certa fatica a far comprendere ai nostri contradaioli – ha detto Matticari – che il forno dovrà essere spostato, ma tant'è. Ora si tratta di individuare un posto dove andare. Qualche idea c'è ma non sappiamo bene quanto essa potrà essere percorribile dati i tempi cortissimi che abbiamo davanti. C'è poi la necessità di non allontanarsi dalla zona dove siamo stati in questi ultimi anni onde non subire delle penalizzazioni". Quello che si vorrebbe risolvere, una volta per tutte, è il problema della precarietà. "Ogni terziere paga l'affitto per occupare i locali di osterie, sartorie e scuderie – osserva Matticari -. Questo non da stabilità alla festa, piuttosto rappresenta un problema che è arrivato il momento di risolvere. Disporre di locali propri vuol dire potersi organizzare in modo diverso, progettando il futuro a lungo respiro e non come avviene ora, di anno in anno". Ma in questi giorni c'è anche un altro argomento a tenere banco: quello dell'allungamento della festa proposto dal terziere Fraporta che aveva chiesto di cominciare il 24 aprile, anziché il 27. L'idea non è piaciuta né a Mezule, né tanto meno a Santa Maria. "Con la tegola che ci è caduta addosso – dicono dal terziere arancioviola – ci manca solo che anticipiamo l'inizio della festa. In ogni caso avremmo detto di no perchè 17 giorni sono già tanti e poi perché siamo dell'idea che piuttosto che concentrare tutto nelle due settimane a cavallo tra aprile e maggio, sia meglio pensare di riproporre in altri periodi dell'anno (giugno, agosto e dicembre) delle 'appendici' della festa stessa con appuntamenti gastronomici e magari musicali".


2/3/2007 ore 10:55
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