Venerdì 15/11/2019
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Narni: Gole del Nera abbandonate, Alvaro Caponi critica il comportamento delle Istituzioni
Tesori abbandonati. Le “Gole del Nera”, non riescono ad accattivarsi la simpatia degli amministratori pubblici ed i suoi innumerevoli scrigni pieni di gemme preziose, continuano a rimanere tristemente nascosti agli occhi di migliaia di turisti che rimarrebbero ammaliati nel poter visitare questi luoghi. Si parla da tanti anni di valorizzare quella sorta di “imbuto” naturale che comincia lì dove ci sono i resti del Ponte di Augusto e finisce a Nera Montoro. Ma nulla è stato mai fatto. Progetti, promesse, qualche timido inizio di lavori, poi, immancabilmente tutto torna come prima e i tesori nascosti di questa meravigliosa zona di Narni continuano a rimanere sepolti sotto la fitta vegetazione che da queste parti abbonda ovunque. Un cruccio grandissimo per Alvaro Caponi, artista a tutto tondo (pittore, scultore) e ricercatore storico, che dai primi anni novanta ha scelto di vivere proprio nei pressi dell’antico porto fluviale di Nera Montoro, in quella che lui ha ribattezzato “Villa Octavia”, l’antica residenza di campagna di Pompea Celerina, suocera di Plinio il Giovane, vissuto tra il 61 ed il 113 dopo Cristo. “C’è grande disinteresse da parte delle istituzioni – rivela amaramente il professor Caponi -, per questa parte del territorio, tra le più preziose ed importanti. E’ davvero sconsolante dover notare come, nonostante sia stata ampiamente dimostrata l’esistenza di luoghi e reperti, appartenente ad un lontanissimo passato ed ancora visibili lungo l’asta del fiume Nera, nessuno abbia fino ad oggi inteso dare vita ad un progetto concreto di recupero e di valorizzazione delle Gole”. Sentir parlare Caponi è come sfogliare le pagine di un libro dove è scritta la storia di questi luoghi. L’artista riesce a trasmetterti emozioni quando ti racconta delle “antiche miniere dove si estraeva ferro, le cui grotte sono ancora perfettamente conservate sul fianco della montagna che sovrasta Stifone”. Nomi suggestivi quelli delle grotte riscoperte da molti decenni e mai valorizzate. C’è la grotta dello Svizzero, quella degli Archi, quella Celeste e poi quella dei Veli. Nomi che evocano scenari di grande fantasia e che potrebbero catturare in modo straordinario la curiosità dei turisti. “In queste grotte – spiega Caponi – si estraeva il ferro che poi veniva trasportato a Stifone dove veniva lavorato e spedito via fiume verso i mercati della capitale e da lì in altre parti del Mediterraneo”. Caponi parla della presenza in ognuna di queste grotte di “cunicoli lunghi centinaia di metri, che una volta ripuliti potrebbero essere visitabili dai turisti, i quali potrebbero ammirare i vari punti dove gli operai provvedevano a compiere una prima sgrezzatura del ferro dalla pietra”. Ma sono tanti altri i punti di interesse archeologico presenti all’interno delle Gole del Nera. “C’è il cantiere navale di Nera Montoro – spiega Caponi -, pulito un paio di anni fa e poi lasciato nuovamente in abbandono; poi lo stesso porto fluviale di Stifone che potrebbe diventare un luogo di grande attrazione turistica se solo Regione, Provincia e Comune si decidessero a dare una sistemata a questi luoghi e ad organizzarvi dei percorsi guidati”. Secondo Caponi “con una spesa contenuta si potrebbero creare dei siti archeologici da mettere in rete con le altre bellezze narnesi. Un progetto che richiamerebbe migliaia di turisti all’anno e porterebbe sviluppo e benessere in tutto il territorio”. “Ci stiamo lavorando – spiega Francesco De Rebotti, assessore alla Cultura -. Ma ci vuole ancora del tempo”. Già quel tempo che fino ad oggi ha impedito alle Gole del Nera di farsi conoscere ed apprezzare.
11/11/2009 ore 0:33
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