Giovedì 13/12/2018
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Narni e Palermo unite dalla storia dell'Inquisizione, i sotterranei narnesi sempre più popolari
Scoperte ormai 40 anni fa ad opera degli speleologi dell’Utec, le segrete dell’Inquisizione di Narni, sono motivo di interesse e di studio sia per appassionati che per esperti di storia. Aperte al pubblico nel 1994 ed oggi fiore all’occhiello della città umbra, note come “Narni sotterranea” sono mèta di migliaia di turisti ogni anno, provenienti dall’Italia, e dai cinque continenti. Quella che sembrava una stravagante scoperta ad opera di un gruppo di ragazzi, grazie al lavoro e alla passione costante di decine di volontari, una serie di anonimi ambienti ipogei hanno riacquistato la loro dignità. Abbandonati a se stessi per decenni senza che ci fosse il benché minimo interesse da parte delle istituzioni, grazie all’opera dei soci dell’Associazione Subterranea, il Comune di Narni ha oggi scoperto di possedere un piccolo tesoro che, grazie a contributi pubblici e privati e soprattutto ai proventi delle visite guidate, è stato restaurato ed è perfettamente agibile. Ma il valore aggiunto di tutto il percorso è la storia legata a questi sotterranei, meravigliosamente descritta dalle appassionate guide e dagli strumenti interattivi, come attestano le migliaia di recensioni presenti nei social. La storia non si inventa, la si costruisce attraverso lunghe ricerche d’archivio ed ecco quindi che, grazie alla perseveranza ed alla passione di Roberto Nini, uno degli scopritori della Narni sotterranea, è oggi possibile sapere fatti e nomi legati all’Inquisizione narnese. Dopo un interessante articolo in un volume dell’Accademia Nazionale dei Lincei, è ora la volta del “Giornale di Storia” (http://www.giornaledistoria.net/) la più prestigiosa rivista on line del settore dove lo studioso narnese ha pubblicato “Segni di speranza. Carceri e graffiti nel Sant’Uffizio di Spoleto e Narni”. Un punto di vista originale e innovativo che aggiunge tasselli alla storia del Sant'Uffizio, attraverso lo studio di una fonte ricca e complessa che necessita di essere decodificata attraverso un approccio multidisciplinare che coniuga ricerca d'archivio, speleologia, paleografia, linguistica e, soprattutto, un processo di indagine di molti anni. L’articolo è uscito insieme a quello della professoressa Giovanna Fiume, ordinario di Storia moderna all’Università di Palermo che ha trattato dei graffiti nel carcere dell’Inquisizione di Palermo. Quindi Narni e Palermo uniti dalla storia dell’Inquisizione. Ma Narni sotterranea è già da tempo in rete con altre città italiane famose per il loro sottosuolo, da Roma a Torino, da Napoli a Orvieto, in quell’avvincente tour conosciuto come “Italia sotterranea” creato anni fa proprio a Narni, grazie alla geniale idea dei volontari locali. Se oggi Narni è divenuta mèta turistica lo si deve anche, senza il minimo dubbio, al lungo e paziente lavoro di promozione fatto dai soci dell’Associazione Subterranea che hanno saputo valorizzare un bene, per la sua specifica connotazione, non visibile ai più e del tutto sconosciuto.
(Nella foto Roberto Nini con la giornalista Federica De Denaro)
22/7/2018 ore 5:00
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