Venerdì 24/11/2017
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Narni: dipendente "assolta" dal giudice, il Comune farà ricorso ma rischia di dover sborsare migliaia di euro
La vicenda prese il via nel mese di settembre del 2013. Accadde che l’amministrazione comunale segnalò degli ammanchi di cassa presso uno dei propri uffici. Si trattava di “diritti di segreteria”, versati dai contribuenti, ma che non sarebbero finiti, come avrebbe dovuto essere, nelle casse comunali. Ad andarci di mezzo fu un’impiegata, che all’epoca dei fatti aveva 57 anni. Il Comune dette vita alle procedure previste per casi del genere, rivolgendosi sia alla Corte dei Conti che alla Procura della Repubblica. La dipendente, ritenuta dal Comune come la responsabile dell’ammanco (si era parlato inizialmente di poche migliaia di euro) venne sottoposta al procedimento disciplinare previsto dal protocollo e un paio di mesi dopo, venne licenziata. Un licenziamento senza preavviso al quale fece seguito anche una denuncia penale alla Magistratura ordinaria per “peculato”. Ma l’impiegata narnese non si è mai data per vinta e sin da subito ha iniziato la propria battaglia per dimostrare la sua estraneità ai fatti che le venivano addebitati. Così ha affidato la sua difesa ad un legale (Valerio Provaroni del Foro di Terni) ed alla fine è riuscita a spuntarla. Il giudice, Manuela Olivieri, infatti, ha dato ragione alla dipendente su tutta la linea, respingendo le accuse che le erano state mosse dal Comune. Ora, stando a quanto stabilito dalla sentenza (ben 10 pagine di testo), il Comune di Narni dovrà reintegrare l’impiegata 62enne, versarle tutti gli stipendi arretrati ed i relativi contributi, per i circa quattro anni nei quali è rimasta senza lavoro. Il giudice nella sentenza ha stabilito che: “non c’è alcun riscontro dell’alterazione del registro dei diritti da parte della lavoratrice rispetto alle pratiche realmente evase, né quindi del versamento da parte della stessa di una somma minore nelle casse dell’ente”. “In assenza di riscontri probatori inequivocabili – è il parere del magistrato -, non è possibile imputare alla ricorrente le ‘strisciate’ dei diritti depositati dal Comune di Narni”. Insomma la dipendente comunale, secondo il Tribunale di Terni, non avrebbe alcuna colpa e dunque non meritava di essere licenziata. Il Comune di Narni, almeno in via ufficiale, non ha rilasciato alcuna dichiarazione a margine della sentenza che reintegra l’impiegata. E' pressoché sicuro, però, che l’ente farà ricorso. Bisognerà, dunque, attendere del tempo per vedere come andrà a finire. Se la sentenza del giudice dovesse essere confermata, l’amministrazione comunale, ergo i cittadini narnesi, dovrà tirare fuori dalle proprie tasche molte migliaia di euro per rimborsare la dipendente. Nel contempo ci sarà da attendere gli esiti dell’altro procedimento, quello di natura penale. Il difensore dell'impiegata narnese, al riguardo, mostra un cauto ottimismo.
22/3/2017 ore 3:53
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