Giovedì 29/06/2017
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Crisi ex Sogeco: si tenta la strada dell'affitto di macchinari e capannone, il comune a fianco dei lavoratori
Un percorso difficile. Ma è l’unico, francamente, che si può intraprendere per tentare di salvare il salvabile. E dare un futuro ai circa 30 dipendenti della ex Sogeco di San Liberato. Le imprese coinvolte e l'amministrazione comunale, tenteranno di convincere la ditta toscana che si è aggiudicata, attraverso un’asta, i macchinari appartenenti alla ex Sogeco e posti in vendita dal curatore fallimentare, ad affittare i macchinari passati di mano. Contestualmente verrebbe chiesto al giudice fallimentare di avere, previo il pagamento di un affitto, la disponibilità del capannone. Queste decisioni sono venute fuori al termine dell’incontro che si è svolto venerdi mattina in comune tra l’assessore allo Svillupo Economico De Arcangelis, le aziende e le rappresentanze sindacali. Erano presenti rappresentanti di Eb Metal, Cpm, e Terni Metal operanti all'interno dell'area ex Sogeco, e le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici Fim Cisl e Fiom Cgil. “Scopo della riunione – spiega De Arcangelis -, era quello di valutare le intenzioni delle imprese in questione per quanto riguarda il prossimo futuro, in particolare dopo la vendita all'asta dei macchinari da parte della curatela fallimentare. Oltre tutto, al momento, risulta rescisso il contratto di locazione stipulato a seguito di affitto di ramo d'azienda tra le tre imprese e la vecchia proprietà, in conseguenza del fallimento sancito il 13 febbraio 2015. La curatela, ha comunque consentito alle aziende di continuare il lavoro fino alla vendita dei macchinari attraverso l'asta che è stata conclusa nei giorni scorsi e che dovrebbe perfezionarsi entro oggi, con il pagamento totale del prezzo stabilito con la gara. L'acquisto dei macchinari - continua l’assessore - sembrerebbe essere avvenuto da parte di un soggetto interessato solo alla commercializzazione dei beni acquisiti e non interessato alla produzione. Le imprese hanno dichiarato la volontà di tentare, attraverso un rapporto diretto con il nuovo proprietario, la stipula un accordo per l'affitto dei macchinari, limitatamente a quelli necessari alle esigenze produttive, chiedendo contestualmente al Comune di farsi interprete, nei confronti del giudice fallimentare, della loro richiesta di riaffittare, anticipando alcuni mesi di canone, i capannoni, per continuare l'attività, garantendo il riassorbimento del personale precedentemente occupato”. De Arcangelis spiega che “ Tale ‘soluzione ponte’ dovrà consentire, qualora la curatela fosse disponibile nei limiti della compatibilità con l'interesse della procedura stessa, la definizione di un piano economico, finanziario e industriale, delle tre aziende che traguardi in prospettiva, la possibilità di partecipare all'asta per l'acquisto del capannone e l'acquisto definitivo dei macchinari dall'attuale nuovo proprietario”. “Le tre imprese – rivela De Arcangelis -, hanno dato disponibilità ad aprire, se richiesto, un confronto con organizzazioni sindacali relativo all'utilizzazione di tutti gli strumenti utili a mantenere le professionalità in seno alle aziende, utilizzando gli ammortizzatori sociali o laddove possibile le ferie, in attesa di un eventuale spiraglio per la soluzione della vicenda. In questa eventualità potrebbe essere attivato un tavolo di crisi presso la Regione per valutare tutti gli strumenti utili al consolidamento e allo sviluppo delle attività produttive”.
2/8/2015 ore 2:45
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