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Calvi dell'Umbria: resistono le tradizioni antiche, per Pasqua c'è chi ancora va in giro a cantare la "Passione di Cristo"
Hanno attraversato almeno un paio di secoli, tra guerre e sciagure, sconfiggendo persino l'incedere rapido del progresso che tutto ha trasformato nel corso del tempo. Eppure certe tradizioni riescono a perpetuarsi ed a godere dell'apprezzamento della gente che in barba a tutto non vuole dimenticare certe usanze che appartengono ad un lontano passato. Così, grazie all'impegno ed alla buona volontà di quattro cittadini calvesi, nei territori della bassa Umbria resta viva ancora oggi la tradizione della "Passione cantata", che anima le case della gente nella settimana di Pasqua. L'insolito gruppetto se ne va in giro per le case raccontando in modo originale la passione di Cristo, suonando e cantando i vari passaggi che hanno portato Gesù sulla croce. "E' una tradizione che abbiamo ripreso dai nostri padri – racconta Berardino Cingolani, uno del gruppo – che a loro volta l'avevano imparata dai loro genitori. Ogni anno, quando arriva la Pasqua, ricominciamo a girare per tutte le case, sia quelle di campagna che in paese e tutti ci accolgono con simpatia, le persone anziane si commuovono anche perché questa usanza ricorda loro i periodi della loro gioventù". Cingolani spiega che "il giro inizia la domenica delle Palme e dura fino al 'Venerdi santo', poi dal momento in cui si svolge la processione del cristo morto per le vie di Calvi, noi smettiamo di cantare la Passione. Così ci è stato insegnato e così continuiamo a fare". Insieme a Cingolani ci sono anche Silvano Pezza, Gino Proietti e Bruno Bernardini, quest'ultimo il suonatore della fisarmonica, l'unico strumento ammesso dalla tradizione. Il gruppetto, vestito al modo dei pastori di una volta, si presenta davanti alle case e comincia a cantare i versi della Passione, la gente si affaccia ed invita i "cantori" ad entrare, poi offre loro qualcosa da bere. Gli adulti ascoltano con attenzione le parole che raccontano le sofferenze patite da Gesù ma anche i più giovani mostrano interesse. Chissà se qualcuno di loro porterà ancora avanti in futuro questa antica tradizione?
(Foto di archivio)
22/3/2008 ore 14:23
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