Domenica 28/05/2017
Home     Cronaca    Attualità    Politica    Economia    Comprensorio    Corsa all'anello
Ore 08:47
Ambiente    Sport    Cultura    Turismo    Musica    Costume    Sondaggi    Video     Eventi
Area di crisi complessa, incontro a Narni: Comune e Regione preparano un piano d'azione
Raccordarsi sulle procedure e sul percorso operativo per arrivare al più presto alla elaborazione ed attuazione del Programma di riconversione e riqualificazione industriale per l’area di crisi complessa Terni-Narni. Con questa finalità si è riunito martedi 21 marzo a Narni, il Comitato istituzionale individuato dalla Regione Umbria. erano presenti il vice presidente della Giunta regionale dell'Umbria ed assessore allo sviluppo economico Fabio Paparelli, Corrado Diotallevi di Invitalia, i sindaci di Narni, Francesco De Rebotti, e di Terni, Leopoldo Di Girolamo, i rappresentanti degli altri Comuni interessati e le organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria. L’incontro è stato anche l’occasione per mettere a punto il “timing” delle attività da intraprendere per costruire, in primo luogo, l’offerta localizzativa da sviluppare in stretta collaborazione tra Ministero per lo sviluppo economico, Invitalia e Regione Umbria. Paparelli ha evidenziato come il programma rappresenti “uno strumento organico, utile a riqualificare e innovare il sistema produttivo e manifatturiero dei territori di Terni e Narni, quale condizione fondamentale per riaprire una prospettiva espansiva all’apparato industriale dell’Umbria che deve far leva sempre più sul ciclo tecnologico e sui fattori di sviluppo dell’industria 4.0, dell'artigianato, sull'economia circolare e sulla sostenibilità ambientale ed energetica delle produzioni. Quindi - ha proseguito l'assessore - non ci saranno finanziamenti a pioggia, ma un vero e proprio piano di riqualificazione finalizzato ad accompagnare le piccole, medie e grandi imprese dell'area nei processi di innovazione e qualificazione dell'intero tessuto produttivo, cioè verso quella serie di azioni ed interventi che la Regione ha definito nel Documento di economia e finanza come Umbria 4.0. Compito della Regione - ha aggiunto l'assessore - sarà quello di meglio definire, entro il prossimo aprile, gli indirizzi strategici che porteranno alla individuazione dell'offerta localizzativa e di individuare le categorie dei lavoratori da ricollocare, a cominciare da coloro che sono stati espulsi dal ciclo produttivo a seguito della crisi”. Relativamente alla politica industriale secondo Paparelli sono tre le leve su cui agire “occorre infatti - ha detto l'assessore - incentivare gli imprenditori locali e le multinazionali già presenti a consolidare le produzioni e la ricerca nel settore della chimica verde, che ha una forte domanda globale; supportare le pmi esistenti per orientare le loro attività verso specializzazioni a maggiore valore aggiunto; sostenere le aziende resilienti e quelle della filiera metallurgica nell'ammodernamento delle attività. Mentre le azioni su cui puntare - ha proseguito Paparelli - sono quelle degli investimenti innovativi, delle competenze e delle infrastrutture materiali e materiali. Per dare corpo agli interventi - ha affermato - oltre alle risorse che verranno individuate a livello nazionale, la Regione Umbria mette sul piatto 35 milioni di euro derivanti dalle politiche attive del lavoro, per l'energia, le start up e ricerca, accanto ad altri strumenti finanziari”.
Entrando poi nel merito del Programma di riconversione e riqualificazione industriale, Paparelli ha spiegato che questo indicherà i fabbisogni, anche infrastrutturali, di riqualificazione, i settori verso i quali orientare la riconversione e le relative azioni da intraprendere, la strumentazione e le risorse finanziarie regionali e nazionali attivabili, le eventuali proposte normative ed amministrative strettamente funzionali alle azioni proposte, i soggetti da coinvolgere nell’Accordo di Programma e le modalità attuative del Prri. Si provvederà alla mappatura delle aree a destinazione produttiva immediatamente fruibili, da elaborare in collaborazione con i Comuni ed i Consorzi dell’area di crisi complessa, e alla semplificazione delle procedure amministrative con l’individuazione di referenti tecnici presso i Comuni ed i Consorzi industriali, che verranno appositamente formati da Invitalia e dalla Regione Umbria sui contenuti dell’Offerta localizzativa così da fornire un’assistenza efficace ai potenziali investitori e svolgere una funzione di tutor nel corso dell’iter di insediamento. Altri interventi riguardano la promozione di programmi di investimento produttivi e progetti di ricerca e sviluppo da definire sulla base degli indirizzi strategici forniti dal Gruppo di coordinamento e controllo e delle risultanze della ‘call’ per la presentazione di manifestazioni di interesse ad investire nell’area”.
“Azioni specifiche – ha aggiunto Paparelli – riguardano gli interventi infrastrutturali da attuare, con l’individuazione delle opere e della loro copertura finanziaria. Ulteriori azioni sono rivolte al sistema del credito, con l’attivazione di un partenariato operativo per promuovere l’offerta localizzativa, e alla ricollocazione e reinserimento professionale dei lavoratori individuati dalla Regione in un apposito bacino. Collaborazioni verranno inoltre attivate sia con il sistema regionale dei soggetti pubblici e privati che operano nell’ambito del trasferimento tecnologico per intercettare progettualità innovativa, sia con le rappresentanze imprenditoriali locali per raccogliere le principali istanze del territorio relativamente al fabbisogno di sviluppo e alle priorità di investimento. Sono infine previste azioni di promozione e comunicazione del Programma e di tutti gli strumenti in esso contenuti, attraverso l’attuazione di un piano condiviso con la Regione e l’attivazione di un punto informativo territoriale. Diotallevi di Invitalia, nell'illustrare il lavoro da compiere, ha evidenziato che “il decreto del 2012 ha modificato l'approccio nazionale per la reindustrializzazione e riconversione industriale prevedendo, rispetto al passato, un intervento maggiormente organico da parte dello Stato. Il tentativo è di mettere a sistema strumenti che già esistono, ma che non hanno avuto una declinazione puntuale sul territorio o non hanno avuto una specifica riserva di risorse per il territorio. Si è abbandonato un atteggiamento rigido per massimizzare l'azione integrata degli interventi, i cui buoni risultati - ha sottolineato - saranno ottenibili solo sulla base di una progettualità concreta e in questo quadro - ha concluso - le risorse nazionali verranno quantificate in base al concreto fabbisogno e destinate in modo certo”.
21/3/2017 ore 19:00
Torna su