Sabato 20/07/2019
Home     Cronaca    Attualità    Politica    Economia    Comprensorio    Corsa all'anello
Ore 14:48
Ambiente    Sport    Cultura    Turismo    Musica    Costume    Sondaggi    Video     Eventi
Ambiente: rischia di essere ridimensionata la rete di monitoraggio della qualità dell'aria nella Provincia di Terni
La rete di monitoraggio della qualità dell’aria, realizzata dalla Provincia di Terni, rischia di essere ridimensionata. Secondo una proposta della Regione dell’Umbria si passerebbe dalle attuali 13 stazioni di rilevamento a 5. Preoccupazione è espressa, al riguardo, attraverso un’interrogazione, dal Consigliere provinciale Leo Venturi (Ds), il quale tira in ballo la riorganizzazione dell’intero sistema su scala regionale che andrebbe ad escludere le centraline ubicate nelle zone più a rischio ambientale, tra cui Borgo Rivo, Maratta e Polo chimico. “Questa operazione di accentramento - fa notare il Consigliere - spoglia la Provincia ed i Comuni di un ruolo fondamentale su materie delicate che riguardano la salute dei cittadini e che necessitano di essere gestite e governate capillarmente. La qualità dell’aria non si migliora riducendo le stazioni di rilevamento, trasferendo le funzioni ed allontanandole dalle comunità, individuando punti di rilevamento meno stressati ambientalmente, disattendendo, così, la normativa europea. La sensibilità dell’opinione pubblica su tali materie - conclude Venturi - è così elevata che la Regione sarà costretta a rivedere scelte accentratrici, sia in termini di funzioni operative che di controllo”. Per tutte queste ragioni l’esponente dei Ds ritiene indispensabile che la Provincia, unitamente a tutti i territori, si opponga alla riorganizzazione della rete regionale per il monitoraggio della qualità dell’aria e si esprima criticamente contro una proposta che “burocratizza ed accentra funzioni e competenze a livello regionale, espropriando, di fatto, i territori della capacità di controllo e d’intervento su temi fondamentali per la vita ed il futuro delle nostre comunità”. Di qui la richiesta di chiarimento circa le posizioni che intende assumere Palazzo Bazzani e le iniziative che intende attivare nei confronti della Regione dell’Umbria.

22/5/2005 ore 5:45
Torna su